R.K. Leuchter et al.

Association between Covid-19 Vaccination and Influenza Vaccination Rates

The New England J of Medicine, June 2022;doi: 10.1056/NEJMc2204560

Abstract

The polarizing nature of vaccination against coronavirus disease 2019 (Covid-19) within the United States threatens public health and has contributed to variable statewide vaccine uptake that ranged from 50 to 80% as of January 2022.Given the divided national landscape and anecdotal evidence from our own patients, we hypothesized that low Covid-19 vaccination rates would be associated with decreases in influenza vaccination rates.

Bhaskaran, K.; et al.

Overall and cause-specific hospitalisation and death after COVID-19 hospitalisation in England: A cohort study using linked primary care, secondary care, and death registration data in the OpenSAFELY platform

PLOS Medicine, https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8789178/pdf/pmed.1003871.pdf

CONTENUTO E COMMENTO : Questo studio di coorte è stato condotto in Inghilterra per confrontare i rischi di ricovero e morte, nel complesso e per una serie di cause specifiche, tra: ricoverati per COVID-19, persone con caratteristiche demografiche simili nella popolazione generale nel 2019 e pazienti ricoverati per influenza tra il 2017-2019.

Rispetto alle popolazione generale, coloro che avevano una storia di ricovero per COVID-19 avevano più del doppio delle probabilità di essere riospedalizzate o di morire più di una settimana dopo la dimissione, con rischi complessivi più elevati e per una serie di cause specifiche. Rispetto ai pazienti con influenza i pazienti con COVID-19 presentavano un rischio sostanzialmente simile o inferiore di diversi esiti, ma il rischio di morte in generale, riammissioni o morte a causa dell'infezione iniziale, morte per demenza, ma anche rischio di altri problemi mentali (come nevrosi, disturbi somatoformi e disturbi dell’umore) erano più elevati nei pazienti con COVID-19. Dati gli alti tassi d’infezione in molti paesi, questa situazione rappresenta una preoccupazione significativa per la salute pubblica.

Sing A. et al

The Safety profile of COVID-19 vaccinations in the United States

AJIC, https://www.ajicjournal.org/action/showPdf?pii=S0196-6553%2821%2900684-2

CONTENUTO : Studio retrospettivo volto ad analizzare e comparare gli eventi avversi che hanno fatto seguito all’immunizzazione (AEFIs, dai più comuni come cefalea, febbre, dolori muscolari fino ai più rari come anafilassi o miocarditi) dopo la somministrazione dei tre vaccini per Sars-CoV-2 autorizzati per l’uso in emergenza negli Stati Uniti (Pfizer-BioNTech, Moderna, e Johnson & Johnson Janssen). Le informazioni relative agli effetti avversi sono state acquisite utilizzando un sistema di segnalazione e raccolta dati (Vaccine Adverse Effect Reporting System, VAERS) riguardanti un periodo di tempo tra il 1° gennaio 2021 al 30 aprile 2021. I risultati riscontrati hanno mostrato che un totale di 141.208 individui (su 239.7 milioni di dosi di vaccino somministrate) ha sofferto di almeno uno degli eventi avversi presenti nel VAERS e segnalabili. Tra questi i più frequenti sono stati sintomi lievi come cefalea (0.01%) e febbre (0.01%), con una durata inferiore ai 7 giorni dalla somministrazione. La frequenza di eventi avversi gravi come anafilassi (0.0003%) o exitus (0.002%) è stata estremamente bassa. Tra i tre vaccini utilizzati il tasso più frequente di anafilassi è stato riscontrato nei riceventi il vaccino Janssen (7.04/milione di dosi). I decessi riportati riguardavano perlopiù persone di età superiore agli 80 anni, residenti in case di riposo o strutture di lungodegenza aventi multiple comorbidità. Inoltre, molte di queste segnalazioni non sono associabili da un punto di vista temporale alla somministrazione vaccinale. Lo studio ha confermato un buon profiilo di sicurezza di tutti e tre i composti vaccinali, senza nessuna evidenza di nuovi eventi avversi riscontrati rispetto ai trial clinici di sicurezza.

COMMENTO : Questo paperoffre informazioni sugli effetti avversi dei tre vaccini adoperati negli USA incomplete e sopratutto fuorvianti. La ragione principale sia dell’uno che dell’altro limite è che i sistemi di segnalazione passiva degli eventi avversi soffrono di una formidabile sottostima degli eventi reali  perchè moltissimi vaccinati non segnalano gli eventi avversi lievi-moderati, fino anche al grado 3( l’evento impedisce di lavorare) , che sono la grande maggioranza. Basta paragonare le percentuale di vaccinati con almeno un evento sistemico (febbre, fatigue etc) nei trials clinici o nelle ricerche di segnalazione attiva (fra il 10 ed il 40%) con le ridicole percentuali riportate da questi Autori (0.0…%). Il VAERS come pure il nostro sistema di segnalazione passiva adoperato dall’AIFA può essere indicativo solo per gli eventi gravi tipo ospedalizzazione e decesso dove è molto difficile evitare la segnalazione. Per questi ultimi sono comunque necessari studi di popolazione, comparando gli eventi avversi con gli eventi attesi entro un certo intervallo di tempo. Con questo sistema, ad esempio, si è capito subito che la trombosi trombo-citopenica e le mio/pericarditi nei giovani maschi sono associati ai vaccini di Astra-Zeneca e Moderna/Pfizer Biontech, rispettivamente.

Erich P et al

COVID-19 is not “just another flu”: a real-life comparison of severe COVID-19 and influenza in hospitalized patients in Vienna, Austria

Infection, May 2021; DOI: 10.1007/s15010-021-01610-z

COMMENTO : Background : COVID-19 isregularlycompared to influenza. Mortality and case-fatality rates varywidelydepending on incidence of COVID-19 and the testingpolicy in affected countries. To date, data comparinghospitalized patients with COVID-19 and influenza isscarce.

Methods : Data from patients with COVID-19 werecompared to patients infectedwith influenza A (InfA) and B (InfB) virus during the 2017/18 and 2018/19 seasons. All patients were ≥ 18 yearsold, had PCR-confirmed infection and neededhospitaltreatment. Demographic data, medicalhistory, length-of-stay (LOS), complications including in-hospitalmortalitywereanalyzed.

Results : In total, 142 patients with COVID-19 werecompared to 266 patients withInfA and 300 withInfB. Differences in medianage (COVID-19 70.5 years vs InfA 70 years and InfB 77 years, p < 0.001) and laboratory results were observed. COVID-19 patients hadfewercomorbidities, but complications (respiratoryinsufficiency, pneumonia, acute kidneyinjury, acute heartfailure and death) occurred more frequently.

Median length-of-stay (LOS) was longer in COVID-19 patients (12 days vs InfA 7 days vs. InfB 7 days, p < 0.001). There was a fourfold higher in-hospital mortality in COVID-19 patients (23.2%) when compared with InfA (5.6%) or InfB (4.7%; p < 0.001).

Conclusion : In hospitalized patients, COVID-19 is associated with longer LOS, a higher number of complications and higher in-hospital mortality compared to influenza, even in a population with fewer co-morbidities. This data, a high reproduction number and limited treatment options, alongsideexces mortality during the SARS-CoV-2 pandemic, support the containment strategie simplemented by mostauthorities.

Adloch C et al

Very little influenza in the WHO European Region during the 2020/21 season, weeks 40 2020 to 8 2021

https://www.eurosurveillance.org/content/10.2807/1560-7917.ES.2021.26.11.2100221

COMMENTO : We study features of influenza epidemiology in the World Health Organization (WHO) European Region from week 40 2020 to week 8 2021, a period when in usual seasons the highest influenza activity (peak of seasonal epidemic) would be expected. Results are compared to those of the previous six seasons (2014/15–2019/20).

 

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