D. Chertowet al.

SARS-CoV-2 infection and persistence throughout the human body and brain

Research Square, December 2021; doi.org/10.21203/rs.3.rs-1139035/v1

Abstract

COVID-19 is known to cause multi-organ dysfunction in acute infection, with prolonged symptoms experienced by some patients, termed Post-Acute Sequelae of SARS-CoV-2 (PASC). However, the burden of infection outside the respiratory tract and time to viral clearance is not well characterized, particularly in the brain. We performed complete autopsies on 44 patients with COVID-19 to map and quantify SARS-CoV-2 distribution, replication, and cell-type specificity across the human body, including brain, from acute infection through over seven months following symptom onset. We show that SARS-CoV-2 is widely distributed, even among patients who died with asymptomatic to mild COVID-19, and that virus replication is present in multiple extrapulmonary tissues early in infection. Further, we detected SARS-CoV-2 RNA in multiple anatomic sites, including regions throughout the brain, for up to 230 days following symptom onset. Despite extensive distribution of SARS-CoV-2 in the body, we observed a paucity of inflammation or direct viral cytopathology outside of the lungs. Our data prove that SARS-CoV-2 causes systemic infection and can persist in the body for months.

Milross L, et al.

Post-mortem lung tissue: the fossil record of the pathophysiology and immunopathology of severe COVID-19

Lancet Respir Med. , https://www.thelancet.com/journals/lanres/article/PIIS2213-2600(21)00408-2/fulltext

CONTENUTO : I polmoni sono il principale sito corporeo interessato dal COVID-19 e la ricerca autoptica che utilizza il tessuto polmonare post mortem è cruciale per la comprensione della patogenesi della malattia grave, attraverso informazioni sulla composizione tissutale. Partendo dall’infezione iniziale nei polmoni, sembrano esserci diversi percorsi fenotipici distinti che portano alla morte. Dai riscontri emerge che COVID-19 rappresenta una malattia eterogenea: in molti pazienti il quadro istologico è caratterizzato dal classico danno alveolare diffuso che rappresenta solo un fenotipo, ma un'infezione sovrapposta determina un ambiente infiammatorio distinto. Altri hanno manifestazioni extra-polmonari causate da trombosi che potrebbero anche derivare da un processo patologico polmonare legato alla microtrombosi. Alcune persone hanno una malattia più rapida e aggressiva e muoiono prima di altre con una progressione più lenta, ognuna con caratteristiche immunitarie e riparative distinte. Sebbene i risultati degli studi post-mortem potrebbero non essere sempre applicabili ai pazienti viventi a causa delle potenziali differenze fisiopatologiche tra sopravvissuti e non sopravvissuti, il tessuto polmonare post-mortem fornisce il miglior modello disponibile per comprendere i meccanismi del COVID-19 grave. La conoscenza approfondita dell’eterogeneità della malattia polmonare COVID-19 è utile dal punto di vista clinico nella gestione dei pazienti e nello sviluppo di nuove strategie di trattamento. 

COMMENTO : Il maggior pregio scientifico del lavoro non ha solo un valore meramente tanatologico ma riverbera, come sovente accade e seguito dei riscontri autoptici, direttamente su aspetti di rilevanza tutt’affatto clinica.La realtà che emerge dai riscontri autoptici eseguiti conferma la ASSOLUTA ETEROGENEITA’ del Covid-19, muovendo dalla constatazione di un variegato polimorfismo di danni dal danno alveolare diffuso, alle infezioni sovrapposte in diversi distretti, alle microtrombosi polmonari, con una assoluta diversità tra soggetto e soggetto quanto a prognosi quoad vitam, a tempi e durata di vita a restituito ad integrum differenziate per entità e durata.Deriva, dunque, dallo studio del tessuto polmonare post mortem la prova scientifica assoluta e la precisa cognizione medico-legale della poliformità, delle eterogeneità e, per certi versi stupefacente, della POLIEDRICITÀ CLINICA del Covid-19 Grave con la correlata conseguenza che v’è un’oggettiva difficoltà di controbattere, con efficacia e con semplice protocolli standard, la affezione nel vivente: perché ogni protocollo non può esser applicato con standards validi per tutti e va adattato al singolo soggetto, stante la variabilità e la diversa intensità del modus aggredendi del Covid-19 Grave e la correlata del tutto soggettiva risposta individuale.Ciò dovrebbe dare ragione più d’ogni altra considerazione della vacuità, dell’ignoranza d’ogni condizione scientifica ed anche della pericolosità sociale di chi si ostina a voler convincere il colto e l’inclita che il Covid-19 sia una banale variante delle sindromi influenzali.Ed è, se ancor ve ne fosse necessità, ulteriore solare conferma della utilità del riscontro autoptico in soggetti deceduti a causa di Covid-19 Grave.

Di Luise E, et al.

Interim recommendations for the management of forensic investigation during the COVID-19 pandemic: An Italian perspective

Sci Justice. , https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1355030621001040?via%3Dihub

CONTENUTO E COMMENTO: Durante il periodo pandemico le attività delle forze dell’ordine e degli investigatori forensi non si sono mai arrestate. Nonostante siano disponibili linee guida per l’esecuzione di riscontri autoptici in casi con infezione da SARS-CoV-2, minore attenzione è stata data allo sviluppo di adeguamenti specifici ai protocolli e alle procedure di indagine sulla scena del crimine esistenti per questo periodo. In questo lavoro si è pertanto mirato a condividere metodi e strategie utilizzate per l’indagine di casi criminali ad alta priorità durante la pandemia, con l’obiettivo di fornire una sintesi delle misure e delle procedure adottate per svolgere le varie operazioni salvaguardando l’attività dei tecnici sul campo e del laboratorio forense. Vengono inoltre proposti adeguamenti perle varie fasi di gestione della scena del crimine al fine di ridurre il rischio di infezione del personale, che andrebbero rivalutati in futuro e riadattati in base all’andamento epidemiologico dei dati virologici.

Duarte-Neto AN,et al.

Rapid Mortality Surveillance of COVID-19 Using Verbal Autopsy

Int J Public Health. , https://www.ssph-journal.org/articles/10.3389/ijph.2021.1604249/full

CONTENUTO E COMMENTO : Il sistema di autopsia verbale rappresenta una tecnica per determinare le cause più probabili dei decessi nelle comunità in cui non sono disponibili medici certificatori delle cause del decesso. L’autopsia verbale si basa sull’analisi da parte di un medico o computerizzata di un questionario compilato da un familiare o caregiver relativamente ai segni e sintomi manifestati prima del decesso. Nell’ambito dello sviluppo del pacchetto tecnico di sorveglianza rapida della mortalità, il WHO ha pertanto elaborato un breve questionario (InterVA CRMS model) per distinguere i decessi probabilmente dovuti a COVID-19 da altre cause di morte. In tale studio è stata valutata la performance di tale questionario rispetto ad una tecnica autoptica mini-invasiva ecoguidata. Dal confronto è emerso che, seppur con il limite della popolazione pediatrica e con possibili implementazioni, il questionario rappresenta un modo affidabile per monitorare rapidamente la mortalità COVID-19 relata negli adulti, con elevata sensibilità e specificità nella popolazione adulta, soprattutto in quelle aree in cui i servizi autoptici hanno avuto interruzioni dell’attività a causa del rischio di contagio, aiutando ad orientare le misure di controllo durante il corso della pandemia. 

master logo