Secondo i dati di Federanziani, si stima che in Italia ci siano 450-700 mila infezioni ospedaliere l’anno, soprattutto infezioni urinarie, seguite da infezioni della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi.

In tutta Europa sarebbero 37 mila

i morti l‘anno, per infezioni contratte in ospedale.  Di fatto il rischio di contrarre un’infezione in ospedale durante la degenza rappresenta un importante problema di salute pubblica e una minaccia per i pazienti: se, infatti, alcune di queste infezioni possono essere trattate senza troppe difficoltà, in altri casi “possono compromettere seriamente la salute dei degenti. Inoltre secondo quanto dichiarato dal Prof. Pierangelo Clerici Pres. Ass. Microbiologi Clinici Italiani (AMClI) “Il costo complessivo delle Infezioni Ospedaliere in Italia (dovuto ad allungamenti dei tempi di ricovero, all'utilizzo di farmaci più costosi,) risulta di 1 Miliardo di Euro l’anno, che non è poco considerando che il Fondo Sanitario Nazionale è di circa 120 Miliardi di Euro. Appare quindi evidente come un contenimento ed abbattimento delle Infezioni Ospedaliere avrebbe anche un impatto economico importante liberando risorse da riallocare all'interno del Servizio Sanitario nazionale.” Inoltre  spiega che “I reparti più a rischio per l'eventuale gravità dell'evoluzione dell'infezione nei pazienti sono le Terapie Intensive, i Reparti Chirurgici ad alta
complessità e le Medicine.”

Molte di queste infezioni potrebbero essere evitate con appositi programmi di prevenzione e controllo, ma anche il solo lavaggio delle mani degli operatori sanitari, siano essi medici, infermieri o altro personale risulta di fondamentale importanza e con questa semplice azione si può giungere sino ad una riduzione del 60% di infezioni.

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